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I contenuti della risoluzione di maggioranza sul DEF 2022

La risoluzione di maggioranza proposta dal Movimento 5 Stelle ha l’obiettivo di dare priorità ad alcune proposte e tematiche che riteniamo prioritarie in questo momento di crisi diffusa.

In sede di approvazione del Def avevamo chiesto che il Governo fosse ambizioso e coraggioso, e soprattutto che non prevedesse un aumento repentino delle spese militari. Eravamo e rimaniamo convinti che l’urgenza sia rispondere alle esigenze di famiglie, lavoratori e imprese.

Da queste considerazioni derivano le richieste della risoluzione di maggioranza che vi illustro in sintesi e che impegna il governo:

  1. a conseguire i saldi programmatici del bilancio dello Stato e quelli di finanza pubblica in termini di indebitamento netto rispetto al prodotto interno lordo (PIL), nonché il rapporto programmatico debito/PIL, nei termini e nel periodo di riferimento indicati nel DEF 2022;
  1. a proseguire nell’iter dei disegni di legge indicati nel Def 2022 e per l’esecuzione del PNRR; 
  1. a promuovere iniziative espansive, contenere l’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, assicurare liquidità alle imprese mediante garanzie;
  1. prevedere risorse dirette in favore degli enti territoriali anche per contenere l’aumento dei prezzi dell’energia;
  1. a sostenere la risposta del sistema sanitario; 
  1. Adeguare i fondi, in virtù dell’aumento dei costi dell’energia, destinati alle opere dei progetti relativi al PNRR;
  1. Rafforzare le politiche di accoglienza nei confronti dei profughi ucraini;
  1. a monitorare l’andamento della situazione macroeconomica e dei principali indicatori congiunturali al fine di prevedere interventi di sostegno, del tutto simili a quelli messi in campo durante l’emergenza pandemica, per famiglie, lavoratori, imprese, ecc;
  1. a garantire una maggiore autonomia sul fronte energetico;
  1. a trovare il corretto punto di equilibrio tra interessi erariali e salvaguardia della continuità aziendale in caso di debiti erariali da parte delle imprese; 
  1. a prorogare il termine del superbonus 110% per le abitazioni unifamiliari, specificando che la percentuale del 30% dell’intervento complessivo sia riferito al complesso dei lavori e non ai singoli lavori oggetto dell’intervento;
  1. a rafforzare le misure per l’Istruzione, l’Università e la ricerca, e a garantire isorse adeguate da destinare al comparto scuola, cultura e turismo;
  1. a potenziare il sistema sanitario nazionale, compresa la domiciliarità, la medicina territoriale, l’assistenza e la terapia domiciliare, il potenziamento, l’adeguamento e rinforzo delle strutture ospedaliere;
  1. a proseguire nell’attuazione del Green New Deal individuando un piano industriale impiantistico del Paese e favorire la transizione ecologica, energetica verso l’economia circolare;
  1. ad adottare interventi in favore del settore dei trasporti, della Pesca e dell’Agricoltura, incrementando le risorse;
  1. a rafforzare il dialogo con le organizzazioni sindacali, datoriali e del lavoro autonomo promuovendo misure di sgravi fiscali o contributivi;
  1. ad adottare misure per affrontare la povertà alimentare ampliando anche il bonus sociale e le crescenti disparità generazionali, territoriali, di genere e salariali, con interventi finalizzati ad invertire il trend demografico del Paese, anche dando piena attuazione agli interventi previsti dal family act. 
  1. A favorire l’inserimento lavorativo dei giovani e delle donne anche proseguendo con le misure di esonero contributivo, nonché rafforzando gli interventi a sostegno della ripresa economica nel Sud e nelle altre aree svantaggiate del Paese;
  1. Ad intervenire nella semplificazione del funzionamento del fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e del fondo per la morosità incolpevole;
  1. a promuovere una revisione sostanziale dello stesso meccanismo del Patto di Stabilità e Crescita, che tenga conto delle esigenze di ripresa socio-economica in ciascun Stato membro, a partire dal mantenimento dell’attivazione della clausola generale di salvaguardia, ove necessario, anche nel corso del 2023, per consentire agli Stati membri di continuare ad adottare le necessarie misure di flessibilità di bilancio finalizzate a ridurre al minimo l’impatto economico e sociale della grave crisi economica; 
  1. a sostenere il Governo in Europa per una modifica delle regole fiscali che prenda atto della necessità di privilegiare semplicità e flessibilità e incentivo alla controciclicità, ai fini non solo della stabilizzazione macroeconomica, ma della promozione della crescita e della coesione.