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+753,5% DI AUTO ELETTRICHE E IBRIDE. UNA RIVOLUZIONE A PORTATA DI TUTTI

Con l’ultima legge di Bilancio abbiamo investito 420 milioni di euro per potenziare gli incentivi all’acquisto di auto a basse e zero emissioni, rifinanziando l’extrabonus di 2.000 euro per veicoli elettrici e ibridi.
A questo abbiamo aggiunto i contributi per l’acquisto anche senza rottamazione per i nuclei familiari con reddito Isee fino a 30.000 euro. Per loro è prevista la riduzione del 40% se comprano un’auto elettrica entro i 30.000 più Iva euro di prezzo di listino.
Sempre con la manovra abbiamo poi reso obbligatorio, per tutti i concessionari autostradali, installare colonnine di ricarica per veicoli elettrici di ultima generazione lungo le tratte di loro competenza almeno ogni 50 chilometri. Se non provvedono entro 180 giorni, chiunque ne faccia richiesta si può candidare per installarle.
Inoltre, insieme al Superbonus 110% la legge di Bilancio per il 2021 proroga anche la possibilità di usufruire della maxi agevolazione per installare colonnine di ricarica delle auto e moto “alla spina”, una per ogni unità immobiliare coinvolta.
I risultati di queste azioni sono sotto gli occhi di tutti: in un contesto di generale e drammatica flessione delle immatricolazioni, soprattutto a causa della pandemia, a dicembre 2020 le vetture elettriche hanno superato l’11% di quota di mercato arrivando a 13.629 vetture immatricolate. L’importanza di questo risultato balza all’occhio se si considera che le elettriche e ibride di nuova generazione immatricolate a dicembre 2019 sono state soltanto 850 contro le 7.155 di dicembre 2020: un incremento del 753,5%.
Queste misure coniugano un supporto al settore automobilistico, con un beneficio agli acquirenti, orientando la proposta ad una mobilità per l’ambiente.
Supportiamo imprese e cittadini rendendo migliore la nostra aria e l’ambiente in cui viviamo, anche questa azioni verso una transizione ecologica

Grazie al MoVimento dal 1° luglio parte l’assegno unico e universale per le famiglie

Approvato oggi al Senato, dal 1° luglio partirà l’assegno unico e universale: fino a 250 euro al mese, con una maggiorazione per le persone con disabilità, che saranno riconosciuti a tutte le famiglie dal settimo mese di gravidanza al 21esimo anno di età del figlio a carico.
Un aiuto concreto per tante mamme e papà, di cui beneficeranno anche i lavoratori autonomi e gli incapienti. Un tassello decisivo del grande progetto di riforma del welfare familiare lanciato dal MoVimento 5 Stelle, con l’obiettivo di riorganizzare i bonus esistenti in un solo e più consistente importo da spendere per affrontare tutte le spese legate alla crescita e all’educazione di bambini e ragazzi.
Già oggi, con il Reddito di Cittadinanza stiamo sostenendo più di 437mila famiglie con minori e altre 213mila in cui vivono persone con disabilità. Lo facciamo perché siamo convinti che il futuro dell’Italia passi da ogni singola famiglia e che sostenerle tutte sia un nostro preciso dovere.
Con l’assegno unico vogliamo anche lanciare un messaggio a tutti coloro che rinunciano a diventare genitori per paura di non riuscire a sostenere i costi: lo Stato è al vostro fianco.
Ecco perché ci siamo.

Dal 1° luglio partirà l’assegno unico e universale: fino a 250 euro al mese, con una maggiorazione per le persone con disabilità, che saranno riconosciuti a tutte le famiglie dal settimo mese di gravidanza al 21esimo anno di età del figlio a carico.

Un aiuto concreto per tante mamme e papà, di cui beneficeranno anche i lavoratori autonomi e gli incapienti. Un tassello decisivo del grande progetto di riforma del welfare familiare lanciato dal MoVimento 5 Stelle, con l’obiettivo di riorganizzare i bonus esistenti in un solo e più consistente importo da spendere per affrontare tutte le spese legate alla crescita e all’educazione di bambini e ragazzi.

Già oggi, con il Reddito di Cittadinanza stiamo sostenendo più di 437mila famiglie con minori e altre 213mila in cui vivono persone con disabilità. Lo facciamo perché siamo convinti che il futuro dell’Italia passi da ogni singola famiglia e che sostenerle tutte sia un nostro preciso dovere.

Con l’assegno unico vogliamo anche lanciare un messaggio a tutti coloro che rinunciano a diventare genitori per paura di non riuscire a sostenere i costi: lo Stato è al vostro fianco.

Ecco perché ci siamo

𝐂𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐑𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟒𝟑𝟕𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢

Con il Reddito di cittadinanza stiamo aiutando concretamente oltre 1,2 milioni di famiglie. Vuol dire circa 3 milioni di cittadini che prima non riuscivano a mettere insieme il pranzo con la cena, pagare le bollette, comprare gli occhiali nuovi per i propri figli… e che adesso invece possono contare su un sostegno da parte dello Stato. Ne siamo ogni giorno più orgogliosi!

Il Reddito di cittadinanza ha svolto un ruolo fondamentale durante la pandemia: anche grazie a questa misura di civiltà, infatti, è stata assicurata una stabilità sociale. In particolare, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio statistico dell’INPS, sono più di 437mila le famiglie con bambini e ragazzi che beneficiano del Reddito, per un totale di 1,6 milioni di persone coinvolte.

“Nessuno deve rimanere indietro” è da sempre il nostro principio guida. Il MoVimento 5 Stelle c’è, sta dalla parte dei cittadini e continuerà a lavorare nel loro esclusivo interesse.

𝐏𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 “𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚-𝐛𝐨𝐫𝐠𝐡𝐢” 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢

Il 28 gennaio scorso è stato definito l’elenco di 5.518 Comuni (di cui oltre 160 nelle Marche), che potranno beneficiare dei finanziamenti della legge 158 sui piccoli Comuni, la cosiddetta legge “salva-borghi”. È un passo avanti concreto nell’attuazione della legge, che ora prevede la predisposizione del “Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni”, che definisca le modalità per la presentazione e la selezione attraverso bandi pubblici dei progetti da parte delle Amministrazioni comunali coinvolte.

È l’ennesimo provvedimento importante voluto dal Movimento, frutto dell’ascolto attento anche delle realtà “minori” e di una precisa visione a lungo termine, che prevede la riqualificare dei borghi italiani, per frenarne lo spopolamento e rilanciarne lo sviluppo. Si tratta di oltre 5.000 Comuni, in cui risiedono circa 10 milioni di cittadini. Quelli marchigiani sono insediati per lo più nelle zone compite dal sisma del 2016. Le opere finanziabili sono molto varie, dalla riqualificazione dei centri storici, all’acquisto di immobili dismessi, il recupero di case cantoniere o stazioni ferroviarie, l’informatizzazione dei servizi della Pubblica Amministrazione, la digitalizzazione delle zone più isolate, la promozione anche cinematografica, convenzioni con Poste Italiane per portare servizi dove non ci sono, fino al sostegno dell’avviamento delle imprese giovanili.

Sono previste risorse per 100 milioni di euro, per i progetti proposti dai Comuni selezionate in base alle seguenti caratteristiche: popolazione inferiore ai 5.000 abitanti; collocazione in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico; con marcata arretratezza economica; con un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento del 1981; con condizioni di disagio insediativo; con inadeguatezza dei servizi sociali essenziali; collocazione in aree contrassegnate da difficoltà di comunicazione e dalla lontananza dai grandi centri urbani; con una densità di popolazione non superiore a 80 abitanti per chilometro quadrato; appartenenti alle Unioni di Comuni montani; con territorio nel perimetro di un parco o area protetta; nati da fusione.

𝐀𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞

Dal 1946 ad oggi, durante 18 legislature, si sono susseguiti ben 66 Governi, che hanno coinvolto 29 differenti presidenti del Consiglio. L’attuale composizione delle forze ai due lati del Parlamento, è stata definita con la tanto contestata legge elettorale “Rosatellum”. Vale la pena ricordarlo, nelle elezioni del 2018 il primo partito è stato il Movimento 5 Stelle, a cui è toccato l’obbligo morale di mettersi al centro del processo previsto dalla nostra Costituzione per la formazione di un Governo.

La nostra proposta è stata chiarissima: un premier “terzo”, addirittura esterno alla scena politica (altro che poltronismo!), con un programma di riforme per l’Italia su cui coinvolgere, come preannunciato prima delle elezioni, le forze politiche disponibili.

A parte noi, nessuno lo aveva detto prima. Ma poi sono arrivati tutti, con tempi diversi.

Prima a rispondere la Lega, con la promessa, facile a dirsi ma difficile da mantenere, di non tradire il patto, poi smentita dai fatti dell’agosto 2019.

A quel punto il Movimento ha riproposto lo stesso schema, con lo stesso premier Conte, e questa volta hanno aderito PD e LEU. In seguito c’è stata la scissione renziana, fino al nuovo tradimento del secondo Matteo.

Cosa fa ora il Movimento 5 Stelle? Semplice, resta fedele al suo obiettivo politico fondamentale, garantire un Governo al Paese per realizzare le riforme che servono, con il premier Conte, il primo ministro più apprezzato degli ultimi anni, tanto più in questa situazione di emergenza assoluta e senza precedenti.

È irresponsabile, oltre ogni possibilità di spiegazione e comprensione, abbandonare la nave alla deriva in una pandemia, con un Paese in ginocchio per un virus che ha aggredito il mondo intero e che ci ha scoperto particolarmente deboli, con scarse risorse sanitarie ed economiche, con la seconda popolazione più anziana al mondo dopo il Giappone, con uno dei debiti pubblici più alti del mondo, con una sanità distrutta da decenni di tagli e pessime gestioni, fiaccata da scandali e clientele.

Per questo siamo in politica, per cambiare un Paese con una burocrazia non risolta ma addirittura accresciuta dai Governi precedenti.

Un Paese con una scuola affollata, dequalificata, con una classe docente umiliata dalla carenza di meritocrazia, il precariato diffuso che rende difficoltosa anche la gestione ordinaria, con classi pollaio e carenze anche a livello di gessi e carta igienica.

Un Paese con infrastrutture a pezzi per deficit di manutenzione, con concessioni “regalate” ai privati, con ponti che crollano, viadotti sotto sequestro, gallerie senza cemento.

Un Paese assolutamente carente anche a livello digitale, sia nei servizi della Pubblica Amministrazione che nei collegamenti per imprese e cittadini.

Noi stiamo lavorando, con forza e coraggio, per cambiare tutto questo.

Stiamo resistendo ad una pandemia terribile, con oltre 80.000 deceduti, servizi a terra e l’economia immunodepressa e sotto tremenda pressione. Continuiamo a lavorare, al fianco di Giuseppe Conte, resistendo a bordate, tradimenti, garantendo legalità, spirito sano e innovazione, con disciplina ed onore.

Un lavoro difficile che non può e non deve interrompersi, anche pensando al ruolo centrale e storico avuto dal nostro presidente in Europa, nel far partire prima un dialogo e poi delle azioni su finanziamenti senza precedenti, con una credibilità conquistata e meritata, tale da farci ricevere il più grande sostegno per affrontare le nostre difficoltà.

L’Italia, storicamente considerata inaffidabile, oggi viene vista con fiducia e ammirazione, per cui si resta esterefatti di fronte a questo rigurgito della peggiore “politica” Italiana, non una politica “Bella e nova”, ma brutta e vecchia.

A testa alta, #AvantiConConte

𝑫𝒐𝒗𝒆𝒓𝒐𝒔𝒆 𝒔𝒄𝒖𝒔𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝑪𝒐𝒏𝒇𝒊𝒏𝒅𝒖𝒔𝒕𝒓𝒊𝒂 𝑴𝒂𝒄𝒆𝒓𝒂𝒕𝒂, 𝑫𝒐𝒎𝒆𝒏𝒊𝒄𝒐 𝑮𝒖𝒛𝒛𝒊𝒏𝒊, «𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒂𝒅𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒂𝒕𝒐» 𝒅𝒐𝒑𝒐 𝒍𝒆 𝒇𝒓𝒂𝒔𝒊 𝒔𝒖𝒊 𝒎𝒐𝒓𝒕𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝑪𝒐𝒗𝒊𝒅: 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐚𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢 𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐬𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐠𝐨𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞


Nelle ultime ore il presidente di Confindustria Macerata Guzzini si è probabilmente lasciato sopraffare da quell’insofferenza e da quella mancanza di lucidità che in questo grave momento, purtroppo, sembra cogliere troppi rappresentanti delle istituzioni, quando non riescono ad esprimersi con la cautela necessaria come mai in questa situazione, sbagliando contenuti e modi delle dichiarazioni.
È più che comprensibile a tutti la difficoltà economica che in particolare le partite IVA stanno subendo come conseguenza della pandemia globale.
Tuttavia il rispetto e la tutela della salute sono e restano il primo obiettivo di uno Stato solidale come il nostro, che deve assolvere agli obblighi costituzionali previsti dal nostro ordinamento. L’articolo 32 della Costituzione indica che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Questo aspetto deve certamente essere bilanciato col miglior supporto possibile al mondo delle imprese. Ma va detto anche che, per esempio, le misure di contenimento della pandemia dei primi tempi hanno garantito la tutela degli interessi degli imprenditori turistici marchigiani durante la stagione estiva, in cui hanno potuto lavorare proprio grazie alle misure adottate dal Governo nei mesi precedenti.
Con la stessa cautela e senso di responsabilità si agirà per il futuro. Il Patto per l’export portato avanti dal ministro Di Maio è un tassello di questo percorso.
Le scuse del presidente di Confindustria Macerata sono benvenute, ma è auspicabile un deciso cambiamento in tutto il quadro istituzionale del Paese, abbiamo bisogno di essere comunità, uniti e solidali, di remare tutti nella stessa direzione mettendo da parte gli interessi egoistici ed evitando le facili frasi ad effetto che soffiano sul fuoco della sofferenza dei milioni di cittadini che in questa situazione senza precedenti sono in grandi difficoltà fisiche, economiche e psicologiche.
E purtroppo di esempi del genere, con un uso strumentale della comunicazione per inseguire un facile consenso, ne abbiamo fin troppi, anche ora, nel periodo più grave che il nostro Paese sta vivendo dal dopoguerra.
A dirla tutta, da un rappresentate di Confindustria avremmo gradito per una volta un richiamo all’onestà e al rigore, dopo i decenni di sprechi e ruberie che ci hanno resi deboli ed non adeguatamente preparati per questi giorni, dopo che troppo spesso associazioni di categoria e una certa politica sono andate a braccetto per curare interessi personali, restando sorde e mute rispetto al degrado economico, produttivo, sanitario e sociale della nostra Italia.


Sergio Romagnoli
(M5S, Commissione Lavoro in Senato)
Giorgio Fede (facilitatore relazioni interne M5S Marche)

𝐑𝐢𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐎𝐂𝐒𝐄 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞

L’intelligenza artificiale sta trasformando molti aspetti delle nostre vite, dal lavoro alla sanità fino al gioco. Promette di aiutarci a risolvere molte sfide anche globali, come i cambiamenti climatici e l’accesso a cure mediche di qualità. Ma al tempo stesso pone questioni non banali ai cittadini, ai governi e quindi anche ai legislatori.

L’OCSE offre una struttura internazionale dedicata alla formazione dei parlamentari, a cui fornisce analisi tecniche, comparazioni tra le best practice di tutto il mondo, occasioni per la condivisione delle esperienze e la possibilità di cooperazione con colleghi stranieri.

Mentre in 8ª Commissione al Senato continuano le audizioni tecniche sul tema, stamattina nell’interessante riunione online organizzata dall’OCSE sono stati presentati dati e analisi sull’impatto sociale ed economico dell‘intelligenza artificiale, e si è discusso delle migliori politiche per affrontare il problema.

Oltre ai problemi più immediati e contingenti è importante prepararsi al meglio per affrontare con attenzione e conoscenza le sfide del futuro.

Agli Enti locali sono stati assegnati 855 milioni di euro

 

 

 

Un passo importante per ricucire uno strappo in atto da troppo tempo. Il governo ha assegnato agli enti locali 855 milioni di euro per il finanziamento di interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole secondarie di secondo grado. Un finanziamento fondamentale in un momento di crisi come questo che stiamo vivendo.
Le assegnazioni per provincia prevedono:
ANCONA 7.727.944,88 Euro
ASCOLI PICENO 3.398.039,93 Euro
FERMO 2.460.329,90 Euro
MACERATA 5.401.173,89 Euro
PESARO E URBINO 5.369.133,62 Euro

𝐋’𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐞𝐭 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐨, 𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞: 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐱 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐫𝐨𝐝𝐢 𝐢𝐧 𝑪𝒐𝒎𝒎𝒊𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒊 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒊


Interessante confronto col prof. Romano Prodi sull’accesso a internet come diritto umano, in Commissione diritti umani, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui livelli e i meccanismi di tutela dei diritti umani.
È un tema vastissimo, attualissimo e con effetti profondi nelle nostre vite.
Aldilà della necessità di garantire l’accesso alla rete anche a persone o zone svantaggiate, essendo ormai un’infrastruttura irrinunciabile, la rivoluzione digitale ha varie enormi implicazioni a livello economico – quando una società come Apple arriva ad avere un valore in Borsa superiore al PIL dell’Italia -, di stili di vita, di comportamenti, di controllo sociale con la questione delicatissima della gestione dei big data.
Uno degli interrogativi sull’uso dei social e sull’effetto nelle nostre vite, su cui è necessario riflettere, si esprimeva in passato con la frase «Timeo Danaos et dona ferentis (tradotto «Temo i Greci anche quando portano doni»), cioè con le parole pronunciate da Laocoonte ai Troiani per convincerli a non introdurre il famoso cavallo di Troia, un’attraente novità, all’interno delle mura della città. Oggi con parole moderne diciamo: «se non lo paghi (un prodotto o un servizio), il prodotto sei tu».
Un evento imprevisto come il Covid ha messo in crisi il nostro sistema economico e sociale, accelerando la comprensione dell’importanza dell’infrastruttura digitale: regolamentare questo settore cominciando a tutelare seriamente l’interesse dei cittadini deve essere una priorità per la politica.
Il ciclo di audizioni su questo delicato e fondamentale tema proseguirà in commissione nelle prossime settimane con il Presidente del Parlamento Europeo e con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.