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Oltre 100 mld tra evasori totali e parziali e il problema sarebbe il Reddito di Cittadinanza?

Oltre 100 mld tra evasori totali e parziali, 1/4 di falsi invalidi, 11 miliardi di mazzette in appalti pubblici… e il problema sarebbe il Reddito di Cittadinanza?

In Italia, secondo l’ultimo resoconto della Guardia di finanza, si registrano circa 100 miliardi di evasione l’anno, per quasi 6mila evasori totali e oltre 23mila soggetti denunciati per i più vari reati tributari, truffe e sprechi di denaro pubblico, senza dimenticare le frodi al sistema sanitario e nel settore degli appalti (11 miliardi solo su questo). I percettori del Reddito di Cittadinanza che hanno percepito indebitamente il sussidio (per un totale di 3,9 milioni di euro) rappresentano lo 0,7% della platea.

Allora io credo che i rappresentanti marchigiani del Governo Meloni, come il senatore Guido Castelli, che ha subito approfittato del successo della GdF nello scovare 39 furbetti del reddito nell’ascolano per fare la solita demagogia, dovrebbero concentrarsi in altre problematiche, certamente più impellenti per il territorio regionale, come abbiamo fatto noi del M5S nella scorsa legislatura. Penso ad esempio allo sblocco di tante infrastrutture ferme, in alcuni casi da secoli, nei cassetti dei palazzi romani di cui oggi proprio loro possono parlare solo grazie alla nostra opera in Parlamento.

Le denunce dimostrano semplicemente che i controlli stanno funzionando. Come ogni cosa, anche la misura del RdC è perfettibile ma sarebbe stata di certo più efficace se le Regioni, 14 su 20 a trazione destra, avessero speso le risorse messe loro a disposizione dal Governo per potenziare i centri per l’impiego. Far passare l’idea che l’unico problema sia il reddito di cittadinanza, che rappresenta solo lo 0,7% dell’ammontare delle truffe – mentre in una verifica di qualche anno fa, per esempio, i cosiddetti “falsi invalidi” risultarono il 25% -, è ridicolo, oltreché falso e tendenzioso. Secondo la logica di questa propaganda becera dovremmo abolire anche cassa integrazione, 104, appalti pubblici, ecc.

In ultimo vorrei ricordare anche i dati dell’Inps: 2/3 dei percettori non sono occupabili, e il 20% di quelli che sono occupabili lavora già, ma con uno stipendio al di sotto della soglia di povertà, che quindi viene integrato dal RdC fino a raggiungere 780 euro. Inoltre, c’è un’ampia fascia di persone tra i 55 ed i 65 anni, difficilmente ricollocabili, mentre i ragazzi under 35 che non si trovano più con i propri genitori e che percepiscono il sussidio rappresentano l’1,47%.

Purtroppo alle bugie di questa destra noi siamo già abituati. Mi duole pensare che dovranno farlo anche tutte le persone che l’hanno votata. Tuttavia, invece di pensare a misure che hanno salvato milioni di persone dalla povertà, il Governo Meloni dovrebbe concentrarsi su come sostenere le famiglie e le attività vittime del caro bollette e della crisi energetica.

2,4 MILIONI PER IL RECUPERO DELLA PIATTAFORMA ECOLOGICA IN VIA VAL TIBERINA: UN’AZIONE DEL M5S AL GOVERNO E IN REGIONE

Giorgio Fede e il Ministro Costa

Lo scorso anno il Governo, e in particolare il Ministro per l’Ambiente Sergio Costa, è intervenuto per risolvere la situazione nei cosiddetti siti inquinanti “orfani”, stanziando 105 milioni di euro per la loro bonifica, di cui 2,7 milioni destinati alla regione Marche. Fondamentale è stato il raccordo tra il territorio, gli attivisti e i portavoce in consiglio regionale, e chi invece, come me, era a Roma potendo sensibilizzare il ministro competente e assicurandosi di portare a casa le risorse necessarie. 

Quella della Piattaforma Ecologica S.r.l., in Via Val Tiberina, a San Benedetto del Tronto, è una storia che seguiamo da oltre 10 anni. La discarica è divenuta un vero e proprio pericolo per la popolazione e per l’ambiente nel 2009 e solo grazie all’impegno del Movimento 5 Stelle, e soprattutto di Peppino Giorgini, prima come attivista e poi come consigliere regionale, oggi possiamo raccontare di aver fatto un bel passo in avanti.

Giorgini depositò un esposto alla Procura di Ascoli Piceno nel 2014 che, insieme a quello del Comune di San Benedetto, diede origine ad un processo concluso con una condanna in primo grado per i proprietari della discarica, poi confermata dalla Cassazione. Peccato che la ditta non ha mai pagato né, ci risulta, mai lo farà, la pena pecuniaria.

In seguito, da consigliere regionale, Giorgini presentò una mozione, votata all’unanimità, per impegnare Presidente e Giunta Regionale a richiedere ad ARPAM di intervenire nel sito dismesso di Via Val Tiberina con dei carotaggi al fine di verificare la presenza di grafite radioattiva proveniente dalla Carbon di Ascoli Piceno (come denunciato pubblicamente, sulla stampa, dall’incaricato stesso che seppellì le scorie di grafite radioattiva). Un grande risultato per il Movimento 5 Stelle ottenuto in consiglio regionale, visto che l’ARPAM dal 2009 si rifiutava addirittura di effettuare un sopralluogo richiesto dal Comune di San Benedetto e aveva avviato un carteggio infinito senza mai verificare, nemmeno dal perimetro esterno, la contaminazione di reflui o percolati.

Sempre Giorgini, nel 2017, chiese ufficialmente con PEC al Prefetto di avviare un tavolo tecnico specifico con tutti gli enti interessati per la messa in sicurezza della discarica, e infine presentò una denuncia alla Commissione europea che portò al sanzionamento dell’Italia per infrazione.

È stato fatto un lavoro enorme dal Movimento 5 Stelle, sia a livello locale che nazionale. Nel sito di Via Val Tiberina ci sono centinaia, se non migliaia, di tonnellate di rifiuti pericolosi accertati, ma purtroppo la storia potrebbe non essere finita. Infatti la probabile presenza di grafite radioattiva non è mai stata ancora verificata, tenendo conto che proprio sotto quel preciso luogo scorrono le falde acquifere che da Ascoli arrivano a San Benedetto, pertanto occorre rimanere vigili, e fare, subito dopo aver tolto i rifiuti, i carotaggi previsti dalla mozione.

C’è anche la frustrazione connessa al fatto che i colpevoli di tutto questo non hanno mai pagato un centesimo per gli enormi danni creati all’ambiente, ma, concretamente i rischi per i cittadini sono troppo grandi e perciò l’attenzione deve rimanere alta.

Giorgio Fede con Peppino Giorgini

GIUSEPPE CONTE A SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Nel pomeriggio del 31 agosto, è prevista a San Benedetto del Tronto la visita del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.

Per l’ex Presidente del Consiglio sarà l’occasione per incontrare la marineria ed i cittadini.

Il suo arrivo presso la banchina riva del Molo Malfizia, nell’area antistante la zona portuale, è previsto per le ore 16:30 e incontrerà i rappresentanti della marineria locale, le realtà locali e i cittadini. Con lui ci saranno l’ex Ministro per l’Ambiente, Sergio Costa, la Sottosegretaria per l’Ambiente (MITE), Ilaria Fontana e i candidati marchigiani del Movimento 5 Stelle.  

Siamo felici e orgogliosi del suo passaggio in questa splendida regione, a dimostrazione di quanto sia alta la sua attenzione per il nostro territorio e le sue problematiche oltre che per le iniziative virtuose. Infatti, i marittimi locali, già da 3 anni sono impegnati nel riportare a terra non solo il pesce dell’Adriatico ma anche tonnellate di rifiuti che soffocano il nostro mare. L’approvazione della Legge Salvamare (del 17 maggio 2022) fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle sostanzia e rafforza questa pratica virtuosa che è stata molto apprezzata anche da Papa Francesco. Il Presidente Conte non terrà un comizio dall’alto di un palco ma dimostrerà anche in questo caso la nostra diversità, prediligendo il contatto diretto e il dialogo con le persone. 

La ripartenza del leader pentastellato è prevista intorno alle 18.

L’incontro con la marineria ed i cittadini si terrà nel luogo più rappresentativo della importante realtà ittica delle Marche, nella zona tra il Mercato Ittico sede della storica sala d’Asta e la banchina di Riva del Molo Malfizia dove sono ormeggiati i pescherecci che da secoli solcano l’Adriatico.